Highlands & Sea

19. Dicembre 2020 Composizione, Concerti 0
Highlands & Sea

un cd di:
Laura Catrani , soprano
Claudio Astronio, cembalo e organo

musiche di: Massimo Botter, Jean Nicolas Pancrace Royer, John Cage, Georg Friedrich Händel, Philip Glass, Henry Purcell, Emanuele Casale, Alessandro Solbiati, Antonio Vivaldi, Arvo Pärt, Alessandro Stradella, Olli Mustonen, Claudio Monteverdi

CD_Catrani_Astronio
Highland & Sea

http://www.lauracatrani.com/

http://astronio.com/index.htm

Con il progetto Highlands & Sea ci troviamo ad iniziare un viaggio, di cui non sappiamo bene né la direzione e né dove ci porterà. Nel titolo troviamo due elementi paesaggistici, due elementi che ci legano al pianeta terra: il mare (Sea) e le Highlands, cioè gli altipiani. Si tratta di due luoghi geologici molto lontani tra di loro, una lontananza simile a quella che separa la musica antica dalla musica contemporanea.
I nostri due ciceroni sono la cantante Laura Catrani e l’organista e cembalista Claudio Astronio che mettono all’inizio del booklet del Cd queste parole esplicative: “Highlands & Sea nasce dall’incontro delle geografie interiori di due musicisti di provenienze diametralmente opposte”.

Attraverso le narrazioni sonore di Laura Catrani e Claudio Astronio ci troviamo di volta in volta sugli altipiani della musica contemporanea oppure nuotiamo nel mare di quella antica. La musica contemporanea è spesso una musica di difficile fruizione, ha bisogno di preparazione e attenzione, come quando si vuole scalare una montagna … e per arrivare sull’altipiano bisogna inerpicarsi, seguire un sentiero che implica la fatica del cammino in salita; la musica antica è invece all’orecchio del fruitore moderno più gentile, più carezzevole, ci si può nuotare (se rimaniamo nella stessa metafora di luoghi geografici) tranquillamente.

Il Cd, edito dalla Ulysses Arts, ci porta dal Seicento monteverdiano alla contemporaneità attraverso le diverse declinazioni di voce e clavicembalo, voce sola, voce e organo, clavicembalo e organo soli in una caleidoscopica vertigo che è anche il significativo titolo del virtuosistico brano per clavicembalo solo, scritto da Jean-Nicolas-Pancrace Royer nel 1746, e che viene interpretato nel CD da Astronio.
Intorno a questo asse di vertigine sonora i due musicisti dispongono le loro scelte musicali, in cui intrecciano strettamente, ma con oculato senso per la varietà di ascolto, l’antico con il contemporaneo.

Nel CD Highlands & Sea a questi intensi brani antichi fanno da contraltare sei brani del XX e del XXI secolo. Il primo in ordine cronologico è un canto che John Cage, uno dei guru della musica contemporanea, ha sviluppato sulle parole, tratte da Finnegans Wake, che James Joyce dedica a Isobel “wildwoods eyes and primarose hair”, parole che ci suggeriscono le sensazioni di un bosco notturno, coperto di rugiada e silenzioso. All’avvincente voce di Laura Catrani risponde il discreto risuonare del pianoforte che viene percosso nella sua parte esterna, sul legno, da Claudio Astronio. L’estrema asciuttezza di Cage viene controbilanciata da un pieno sonoro costante di Philip Glass e dal suo Mad Rush, presentato all’organo solo (Glass indica come possibili strumenti il pianoforte o l’organo) da Astronio, in una specie di spirale autoreferenziale. A completare la proposta per strumento solo, che è in questo caso il cembalo, la composizione di Olli Mustonen Sielulintu, l’uccello dell’anima che nella tradizione finnica porta l’anima ai nascituri e la toglie a coloro che lasciano questo mondo. La contemporanità di questo CD è arricchita da un breve haiku, tratto dal ciclo di Otto canti di Alessandro Solbiati e da ben due brani per voce sola, il primo di Massimo Botter Il mare antico del 2010 e il secondo di Emanuele Casale Cielu Niuru del 1996. Nel brano a voce sola Botter si confronta con un mare antico, la cui “vastità è troppo grande”.
Laura Catrani con la sua interpretazione ci avvicina a questo mare antico, vasto, all’idea del mare che si conclude con una nota acuta, ma cantata in sordina, come un velo che ci preclude l’esperire immediato, ma che ci fa intravvedere i bagliori marini.

Il CD Highlands & Sea, sintesi di un progetto di ricerca di due musicisti curiosi, è un sentiero che porta l’ascoltatore a conoscere i diversi aspetti antichi e contemporanei, in cui la voce e il clavicembalo (o organo) trovano il modo di esprimersi. La nostra attenzione può essere catturata dalle diverse sfumature, dalle diverse nuances che la voce e/o lo strumento si trovano ad interpretare in queste registrazioni. Alla fine dell’ascolto, rientrando nella vita di tutti i giorni, non si può dire di non essere stati catturati da sensazioni, molto diverse tra loro, che questi brani ci hanno offerto, come tracce lasciate da spiriti sconosciuti che hanno arricchito il nostro vissuto sonoro.

Luisa Antoni


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